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Archivio per gennaio 2009

Uluru a tutto tondo…

31 gennaio 2009 Nessun commento

Questa giornata è dedicata interamente a Uluru.

Mi sveglio molto presto: fuori è ancora buio. Fatta una ricca colazione a base di pane e burro di arachidi mi dirigo nel primo punto panoramico (Sunrise Viewing) così da vedere sorgere l’alba davanti ad Uluru e apprezzarne i suoi cambiamenti di colore con l’aumentare della luce.

L’alba è un momento magico e il sole, in pochi attimi, fa accendere questo immenso monolito con i classici colori che siamo abituati ad immaginarlo…

Approfittando della temperatura ancora mite decido di non salire sulla vetta ma di incominciare subito gli 11Km di cammino intorno ad Uluru.
Il monolito è spettacolare e non è solo liscio come me lo immaginavo: anfratti,
caverne (arricchite da antichi dipinti aborigeni) e fenomeni d’erosione caratterizzando i vari “lati” di questa gigantesca formazione.

Le varie conformazioni di Ayers RockLe varie conformazioni di Ayers Rock

Con ancora l’emozione negli occhi per aver solcato quelle terre e visto questa formazione, per me mitica, torno all’appartamento per ripararmi dalle ore più calde della giornata e riposarmi dopo la lunga camminata.

A metà pomeriggio ritorno all’interno del parco e dopo una visita al Cultural Center (un centro per la divulgazione della storia aborigena) mi dirigo al Sunset Viewing, così da scattare con la mia fedele Nikon qualche foto di Uluru al tramonto..

Tramonto ad Ayers Rock

Poche parole non possono descrivere l’unicità, il contatto con la terra e la sensazione di infinito che ho potuto provare in questo luogo suggestivo..

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Destinazione Ayers Rock

30 gennaio 2009 Nessun commento

Salutata Sydney e preso il treno che da York Street (Wynyard Station) mi porta alla partenza dei voli nazionali, mi imbarco su un volo della Quantas alla volta di Ayers Rock o, nella lingua aborigena, Uluru.

A pochi Km dall’arrivo, guardando fuori dal finestrino, mi rendo conto di essere in mezzo al niente infatti l’unica cosa che si discosta dal sottosuolo rosso e piatto, bruciato dal caldo, è il complesso montuoso di Ayers Rock e delle Olgas.

Ayers Rock visto dall'aereo..L'aereo della Quantas

Atterrato nell’unica lingua di asfalto presente e dopo aver messo indietro l’orologio rispetto a Sydney di 1,30h raggiungo, con un’auto a noleggio, l’Ayers Rock Resort e precisamente gli Emu Walk Apartments.

Il caldo (alle 13 l’auto segnava 43°) e le mosche che ti assalgono, rendono a mio avviso la vita impossibile in quest’aera dell’Australia.

Pagata la tassa di accesso al parco, 25AUD per tre giorni, mi dirigo verso le Olgas (Kata Tjuta in lingua aborigena) e dopo aver fatto la Walpa Gorge Walk (una piccola camminata all’interno delle Olgas) mi sposto per ammirarne i colori al tramonto.

Il complesso delle OlgasTramonto sulle Olgas

Ritornato all’appartamento decido di cenare con una pizza australiana farcita di funghi, pollo e ananas: uno schifo!!

Ayers Rock's Pizza
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Chinese Garden, Sydney Tower e… Shopping !!

29 gennaio 2009 Nessun commento

L’ultima giornata a Sydney, prima della partenza per Ayers Rock, la suddivido fra la visita della città e lo shopping.
Prima di vedere Sydney dall’alto, all’interno della Sydney Tower, mi porto nuovamente verso Darling Harbour, al confine con Chinatown, per visitare il Chinese Garden.

Il Giardino è un semplice quadrilatero immerso nella roboante Sydney nel quale è possibile apprezzare i tipici elementi della tradizione orientale e nello stesso tempo percepire un surreale silenzio e armonia.

Chinese GardenParticolare all'interno del Chinese Garden

Costeggiando la Sydney Town Hall sbircio all’interno del Queen Victoria Building, il vecchio mercato ortofrutticolo su tre piani ora sede di prestigiosi negozi e ristoranti, e mi incanto a vedere il Royal Clock, uno degli enorme orologi presenti che raffigura un castello che pende da una delle varie volte a vetro.

Uno degli orologi all'interno del Queen Victoria Building

Ritornato quindi nelle strade dello shopping (Geroge Street e Pitt Street) prendo l’ascensore e arrivo in cima alla Sydney Tower: una torre di 300 metri che permette di godere di un panorama a 360° della città.

Panorama sui warfPanorama verso l'Oceano

Il restante tempo lo passo fra gli sfarzosi centri commerciali nel centro cittadino e il faraonico Apple Store.

Facciata dell'Apple Store di Sydney

Alla sera l’ultimo giretto sui warf…

Opera House vista dai Warf

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Botanic Garden e Manly Beach

28 gennaio 2009 Nessun commento

La mattina inizia presto e già alle 8,30 sono fra i marciapiedi di Sydney affollati di gente in direzione Opera House e Botanic Garden.

Sydney, per quel che riguarda il centro città, è un agglomerato di palazzi di mattoni in stile 1800esco sormontato da grattacieli di acciaio e vetri, sedi di uffici o centri commerciali.
Avvicinandosi alla costa, gli edifici diventano più bassi (uno massimo due piani) fino a diventare villette, molte delle quali con vista su Port Jackson.
In tutto questo, il legame che la città ha con il mare è molto forte e imprescindibile.

Passeggiando nei lussureggianti Botanic Garden è possibile proseguire nell’insenatura successiva, fino a ridosso di Fort Denison (luogo dove venivano mandati i prigionieri), e da qui godere di una vista suggestiva dell’Opera House e dell’Harbour Bridge alle sue spalle.

Vista sui palazzi di SydneyOpera House e Harbour Bridge

Ritornato ai wharf di Circular Quay mi imbarco sul battello per Manly Beach.

I 30 minuti di navigazione all’interno di Port Jackson sono meravigliosi, infatti è possibile scorgere le ville a ridosso sul mare nella periferia di Sydney, le varie insenature/spiaggiette e i promontori calcarei che si interrompono all’imbocco con l’Oceano Pacifico.

Ville nella baia di SydneyVille nella baia di Sydney

Sovrastata da una nuvola di negozietti e ristorantini, Manly Beach è un’ampissima e ventosa spiaggia a Nord di Sydney che si affaccia sull’Oceano con molta vita e con gli immancabili bagnini che la sorvegliano.

Manly Beach

Ritornati in Sydney raggiungo nuovamente gli amici italiani a Bondi Beach e faccio il mio primo bagno nell’oceano: il mare qui è prepotente (quasi ti risucchia) e fresco (non il mare caldo simil brodo che ci offre la nostra riviera romagnola..).
Insieme a nuovi amici, alla sera mi fermo sulla spiaggia a mangiare una piadina in un locale aperto da un ragazzo italiano che lo ha fantasiosamente chiamato “La Piadina”..

Bhe tutto il mondo è paese…

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Darling Harbor e Bondi Beach

27 gennaio 2009 Nessun commento

Piove. Dopo una buona dormita e un cappuccino allo Starbucks vicino all’hotel, sono nuovamente fra le strade e i palazzi di Sydney.
Oggi è giorno di lavoro e tutta la gente è in strada per raggiungere la loro occupazione.

Per gli australiani il lavoro è visto come mezzo di sostentamento e non come realizzazione della vita, come siamo abituati a concepirlo noi europei.
Questa sottile, ma palpabile differenza, fa si che qui il lavoro si svolga tassativamente dalle dalle 8 alle 17 circa e dopo tale ora la gente si dedichi agli amici (magari con qualche birra negli “hotel” cittadini) e ai loro interessi.
Qui non esistono straordinari. Qui i negozi del centro chiudono alle 17, tranne il giovedì. Qui lo stress non sanno nemmeno cosa sia!!

Dopo questa piccola, ma doverosa precisazione, mi dirigo verso Darling Harbor.
Da Pitt Street faccio il biglietto giornaliero per la monorotaia e scendo a Pyrmont Brige, un vecchio ponte girevole costruito nel 1902 e ora diventato solo pedonale.

Colazione da StarbucksPanoramica su Darling Harbor

Visto il meteo entro nel Sydney Acquarium e ammiro le sue vasche piene di squali, pesci di ogni forma e colore, Jellyfish (le temibili meduse) e il dugongo, un mammifero dell’ordine dei Sirenidi.

Dopo continuo la visita del porto e camminando entro nell’Harbourside Festival Marketplace, un centro commerciale storico per la città e rammodernato in anni recenti.
Finisco la visita in questa zona ammirando lo spettacolare panorama del CBD (acronimo di Central Businees District) di Sydney.

Nel pomeriggio il sole decide di fare capolino e riscaldare la città quindi mi dirigo verso Hyde Park e prendo l’autobus 308 per Bondi Beach così da poter finalmente vedere l’Oceano Pacifico.
La spiaggia di Bondi Beach è immensa e, seppur il sole incominci a tramontare, un sacco di gente è in acqua a fare surf oppure nella vicina “piscina” per skate.

Bondi Beach

Alla sera, con qualche ragazzo italiano conosciuta al pomeriggio, mi fermo a mangiare una T-Bone in uno dei tanti locali che sono subito a ridosso della spiaggia e dopo tutti insieme ci dirigiamo verso il quartiere di King Cross a bere qualche cosa al The World Pub.

Harbourside Festival MarketplaceParticolare sul panorama del CBD
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Finalmente a Sydney

26 gennaio 2009 Nessun commento

L’arrivo a Sydney alle ore 8 del mattino, dopo tante ore di viaggio, è emozionante… Sono dall’altra parte del mondo rispetto all’Italia!!!
Seppur sono nella città a più densità di popolazione dell’Australia, l’aeroporto non è affatto grande e neppure toppo moderno.
Recuperate le valigie ed effettuato il severissimo controllo sui bagagli alla dogana, sono all’aria aperta.
Seppur qui sia estate il tempo non è dei migliori: qualche nuvola grigia rende cupo il cielo e la giornata.
Oggi è l’Australian Day: la loro festa nazionale. Questa festa ricorda lo sbarco della First Fleet nella Baia di Sydney, avvenuto il 26 Gennaio del 1788.
La gente, appunto a causa di questa ricorrenza, è tutta per le strade e chi con una maglietta, un costume, una bandiera o un dipinto su una parte del corpo, indossa i colori dell’Australia.
Già dal treno che mi porta dall’aeroporto alla Circular Quay percepisco la loro felicità e gioia: gli australiani sono un popolo che tiene molto alla propria nazione e ne fa un vanto!
Lasciati i bagagli al Travelodge di York Street, incurante del fuso, faccio i pochi passi che mi separano dall’Opera House, dall’Harbour Bridge e dal quartiere di The Rocks: il cuore della festa.

Opera HouseVeduta della Sydney Cove e del Circular Quay

Gia dai primi passi mi accorgo che il centro Sydney è molto facile e veloce da girare a piedi.

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A poche ore dall’avventura..

23 gennaio 2009 Nessun commento

Fra poche ore, dopo qualche giorni di preparativi e prenotazioni, prenderò il mio volo che da Milano Malpensa mi porterà in Australia.
La tappa è lunga, ma farò un piccolo stop di un giorno a Dubai per permettermi di visitare questa “nuova Las Vegas” degli Emirati Arabi Uniti.
Come compagnia aerea per l’intero viaggio ho scelto la Emirates che dicono essere la più confortevole delle compagnie.. Vederemo!!

A risentirci..

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